martedì, 01 novembre 2005

Ragazze, Diego...purtroppo il Tempio verrà abbattutto tra qualche giorno, per ora dovrò solo distruggere questa piccola, innocente pagina di diario...mio padre me lo ha ordinato. Sono parole d'amore, parole di follia, parole dolci, parole innocenti...eppure parole scomode.

Si sa che quello che siamo spesso dà fastidio al mondo, che molto probabilmente nessuno ci accetterà mai...ma l'ipocrisia non muore mai!

 

Per mio padre ho solo questo: Se le parole di tua figlia sono scomode, lo è tua figlia stessa! Se tua figlia è scomoda, tu non scomodarti a dirti suo padre!

postato da: Aedodistreghe alle ore 22:31 | Permalink | commenti (13)
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domenica, 30 ottobre 2005

Tutto quello che ho sempre voluto… “attenzione”, attenzione alle mie parole! Passo inosservata nella massa….odio essere al centro eppure lo anelo. Com’è possibile?

 

Non conto nulla, non vengo mai interpellata, la mia opinione vale meno di zero. E quando, semplicemente mi distacco e vado per la mia strada, sperando che qualcuno mi veda e mi segua…resto sola!

 

Ma non importa, sola lo sono sempre stata e sempre e comunque lo sarò. Odio la solitudine eppure me ne ubriaco. Adoro l’amore e il calore eppure L’Amore lo respingo e il calore non lo ottengo. Come sono così dannatamente contraddittoria! Ho sempre cercato di avvicinarmi ai cuori e agli animi, di farli miei, di ottenere da loro il caldo brivido d’una carezza leggera, e d’un tenero e sincero sorriso…. Ma non ho mai davvero sentito qualcuno VICINO.

 

E questo tempio, il sapere che questo tempio, nascosto nella foresta più cupa e nera dei miei pensieri, è mio…mio e mio soltanto mi riporta un po’ di luce sommessa. Sono a casa qui.

 

La mia tunica nera d’aedo dannato e lontano, avvinghia, protegge e nasconde il corpo muliebre come il cuore di strega e l’anima folle.

 

“Avete mai visto un pesco brillare? Un pesco in fiore brillare nel sole d’un mattino come tanti!”

 

Chiamatemi folle

 

 

Ho paura di tutto e fingo coraggio; Ho paura del buio e cammino di notte nel bosco più scuro. Vi siete mai sentiti così? Così impotenti verso voi stessi…Dannatamente passivi verso la vita, così schifosamente vuoti… Così ingenui e piccoli, così lascivi e cattivi.

 

Così, come una massa informe di neve lasciata al sole. Mi rimpicciolisco sempre di più e l’acqua che sputo è rosso scuro, quasi nero…sangue!

 

Vi siete mai sentiti così? Come persi in una grotta fredda… avete mai avuto paura del buio e del silenzio, tanto da cercare una voce nel nulla e ombre nel niente?

 

Dietro quella grotta, oltre le montagne, nel pieno della tempesta, nel cuore della foresta, riposa un tempio piccolissimo di marmo niveo, freddo e liscio…ai margini bracieri di fiamme blue…

 

ENTRATE

 

Mi vedete? Sono proprio lì in ginocchio davanti all’altare della “decima musa”…Nascosta dentro la mia tunica corvina dal cappuccio grande. Prego….prego la musa per voi, se vi siete sentiti così, anche solo per un istante…entrate ed ora…sentitevi a casa!

 

Io continuerò a pregare per voi, sperando che siate in grado di lasciare qui, tra queste colonne bianche e argentee il vostro dolore; di lasciarlo sotto l’altare; di lasciarlo a me, così che io possa farne, un giorno una bella storia, una favola da raccontare.

 

E non abbiate paura del buio di questo posto e del silenzio di questo antro, riposatevi e sfogatevi… Questo è il vostro tempio, questo è il vostro altare…e questo Aedo è vostro servo, angeli addolorati, addormentati sotto i rami piangenti sei salici più dolci e teneramente verdi.

 

E insieme, forse, questo tempio non sarà più tanto freddo e così buio, vuoto e silenzioso.

Tutto ciò che voglio è solo riuscire a farvi capire quanto tutti noi ci assomigliamo in realtà…quanto tutti abbiamo temuto le ombre, anche solo per un istante e quanto questo ci accomuni tutti, quanto ci renda alleati…forti della nostra debolezza vicina.

Miei angeli addormentati sotto i salici

 

 

-Aedo-

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mercoledì, 26 ottobre 2005

è tanto che non scrivo..forse perchè è tanto che non mi fermo per pensare a me stessa! corro corro e corro solo per non dovermi fermare...solo per non dover capire! Ora non ho il tempo di fermarmi nel tempio a riposare...presto dipingerò su queste vecchie mura il mio diario. Solo un diario, un diario come tanti...che racconta una storia come mille altre...ma è la mia storia!

E se a solo uno tra voi andrà di ascoltarla, allora sarà davvero valsa la pena di raccontarla.

 

Per rispondere a Diego, le cui parole mi hanno molto interessata. Credo tu abbia perfettamente ragione...

L'Aedo era una figura della Grecia antica, spesso intratteneva le corti raccontando storie mentre suonava la lira...spesso non erano neppure storie inventate da lui...le cantava soltanto.

Un "cantastorie", ecco perchè Aedo..."Aedo di streghe" invece si riferisce a quella che è forse l'unica mia favola degna di nota: streghe di Salem. ^___^

 

Se vi interessa ho inserito il link, è una storia a tema "Willow e Tara"...ma molto lunga e un po' noiosa.

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martedì, 18 ottobre 2005

***Il Tempio***

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domenica, 16 ottobre 2005

 

 aedo4

L’Essenza del Nulla

  

 

Ho paura…Ho di nuovo tanta, troppa  paura…Perché? Perché mi sento sola? Circondata da parole d’affetto…Parole, parole, parole…così insistentemente false, rivestite di ipocrisia, mascherate di altruismo e bontà. Le dissacrano, dissacrano le “parole” che  pronunciano con infamia, loro che non meritano di possederle le violano senza rispetto…le parole…le “mie” parole. La materia del mio essere; le fibre del mio spirito d’Aedo FOLLE.

 

 

Io ingorda d’ipocrisia…violo le mie stesse parole, violo me stessa. Eppure “loro” le parole, non mi abbandonano.

 

 

E non so cosa diavolo voglio…non so ciò che voglio, non so chi sono!

 Assaporo l’essenza del nulla. Perché sfioro l’aria come assente? Perché bacio la polvere e divoro vento freddo senza percepire calore?

 CALORE…

 Forse è il fuoco che voglio…per sciogliere quel ghiaccio dentro me. Aiutami! Cosa sono diventata?  Un tempo non ero così, bruciavo di passione come il fuoco che divora il bosco più secco di acqua, perché non avevo acqua, ma perivo nelle fiamme dei miei sentimenti.

         Ero fuoco…un tempo lontano. Quello stesso fuoco che ha divorato qualsiasi cosa dentro me, fino ad annientare se stesso, estinguendosi nella follia.

 

 

Ed ora è l’essenza del nulla l’unica dea di questo tempio. E queste mie povere, stanche parole forse non interessano a nessuno…nessuno le leggerà mai, nessuno le troverà degne d’essere lette…ma loro sono MIE, mie e basta ed ora sono la mia unica compagnia dolce quanto illusoria. Loro mi cullano nella tenera illusione della mia fantasia folle.

 

 

 

 

 

 

-Aedo-

 

 

 

 

14-10-05

 

 

 


 

 

 

 

 ***TI AMO***

 EROS,

 TORNA DA ME

 ***RISCALDAMI***

 

 

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mercoledì, 12 ottobre 2005

 

 

aedo4

Le sfumature del Male

 Sono diventata quello che odiavo di più…e l’amarezza più pesante e lacerante è che non mi importa, non mi importa. Carnefice, l’unico vero carnefice di me stessa…  

 

         Quanto può essere sottile ed illusoria la linea di confine tra vittima e carnefice…carnefice!

Impassibile, silenziosamente complice dell’ombra che divoro.

          Ho paura della verità su me stessa…paura di me stessa! Paura del carnefice  che anelo.

 

Quando un’ossessione consuma e distrugge perdi tutto ciò che sei…tutto…io sono niente! Il fuoco brucia e il dolore lacera, consuma. Eppure non farò nulla per cambiare… 

 

          Piangevo Eros fugace, distante, impalpabile…ora lo fuggo con affanno d’ipocrita amante.. Carnefice ipocrita quale sono. E cerco una giustificazione al demonio per darla a me stessa…e cerco sfumature nel male per non sentirmi malvagia.

Pellegrini del Tempio il male ha sfumature? Si può essere malvagi ma non tanto; malvagi secondo il caso; malvagi per l’occasione; malvagi per quello scopo; malvagi in, per quel senso?

          IL MALE PUÒ AVERE UN SENSO? Qual è il senso del male? Il senso dell’ombra del carnefice…

 E odo gli angeli sentenziare con ardore il nome del demone…e in mezzo a loro divoro luce sognando ombra, scalpito, chiamata ma nascosta dietro le mie sante ali di piuma bianca.

 

 

 

 

         Aedo

 11/10/05

 

 

 

 

 

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mercoledì, 05 ottobre 2005

 

 

200581519475_Photo0387

E...
Vuoi da bere
Vieni qui
Tu per me
Te lo dico sottovoce
Amo te
Come non ho fatto in fondo
con nessuna
resta qui un secondo

E...
se hai bisogno
e non mi trovi
cercami in un sogno amo te
quella che non chiede mai
non se la prende
se poi non l'ascolto

E... uo... e....
sei un piccolo fiore per me
e l'odore che hai
mi ricorda qualcosa
va bè...
non sono fedele mai
forse lo so

E...
quando sento
il tuo piacere che si muove lento
ho un brivido
tutte le volte che il tuo cuore
batte con il mio
poi nasce il sole...

E... uo... e....
ho un pensiero che parla di te
tutto muore ma tu
sei la cosa più cara che ho
e se mordo una fragola
mordo anche te

uo... E...
sei un piccolo fiore per me
e l'odore che hai
mi ricorda qualcosa
va bè...
non sono fedele mai
ora lo so

 

 

Vasco Rossi

 

Alla Vera Bugia dell'Aedo.

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mercoledì, 05 ottobre 2005

Non sono vittima tanto quanto sono carnefice….ed ora per me è palese! L’unico malanno della mia vita è l’essere così maledettamente commiserevole con me stessa. A volte credo che l’unica vera dea di questo tempio sia la mia auto commiserazione. Che insignificante, insulsa, pietosa parola…eppure, VERA.

 

 

Ed è incredibile quanto ciò risulti insensatamente contraddittorio dentro di me…mi odio, ho assaporato istanti di puro ribrezzo per il mio nome e il mio cuore…eppure, sono la prima a cullarsi nella pietà per se stessa.

 

 

Quanto a noi è dato?

 

 

Quanto di noi ci è dato conoscere? Quanto possiamo arrivare a capire, a comprendere? Quanto possiamo giurare di sapere di noi stessi? Saprò mai la verità che si cela dentro me? Saprò mai dire “chi sono”? Saprò spiegare perché?

 

 

 È giusto? Essere gli unici a non sapere assolutamente nulla di noi stessi? Chi ci sta intorno conosce i lineamenti e le espressioni del nostro viso meglio di noi…ciò vale anche per il nostro cuore?

 

 

Quanto di noi ci è dato conoscere? Quanto di noi ci è dato sapere? Quanto, quanto a noi è dato?

 E l’Amore?

 AMORE! Quanto so di questa parola? Posso spiegarne il reale significato? Cos’è? Quel blando lascivo desiderio di possesso; quel brivido che mi corre lungo la schiena e il cuore; quella bolla di fervore che mi scoppia sotto il ventre; quel bisogno irrefrenabile di AVERE, SENTIRE, STRINGERE…

 È questo l’Amore? Cos’è?

 

E quanto, quanto, quanto L’Amore può lacerare, consumare, indebolire, divorare, dilaniare, possedere e annientare?

Quanto, quanto, quanto l’Amore può corrodere le carni del cuore?

 

Quando si ama a tal punto da non desiderare altro che la morte come sollievo al dolore, l’angelo che ami cade. Chi dici di amare passa in secondo piano…è possibile? La ragione di ogni sofferenza e di ogni patimento diviene la ragione secondaria, quasi irreale del tuo dolore….

Il tuo Amore si incarna nel desiderio, diviene vivo, personificato nell’ideale che rincorri ed è lui ora, solo lui….Quell’Amore diviene addirittura più importante della dea irraggiungibile per cui lo nutri….

 

E tutto sembra così dannatamente irreale.

 

Quell’Amore è tuo, solo, eternamente, dannatamente TUO e nessuno, nessuno…neppure LEI…ha il diritto di portartelo via.

 Forse non conosco me stessa, non so chi sono, non lo saprò mai!

 

 

Forse non conosco neppure la differenza tra Amore e sesso; Forse il mio cuore è duro e freddo; Forse quell’unica ossessione che porto nel cuore, ancora lo divora; Forse tutto ciò che dico di avere e di essere è solo un’immensa illusione…dolce, benedetta illusione…l’illusione di un Aedo bastardo ed indegno che vorrebbe scrivere, almeno per una volta, solo una volta… LA SUA STORIA.

  

 

Aedo

  

 

Da “Frammenti di vita”

 26/05/05

 

 

 

 

 

 

 

 

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martedì, 04 ottobre 2005

L’Ombra dell’Aedo

 

  

Io che sono indegno Aedo

Di quelle danzatrici dell’inferno.

 

 

Mi dilania la mia essenza…

Io che non ho nome, storia, vita…

Poiché solo questo è scopo d’Aedo.

 

Come un gatto che del suo esser

Ha solo sentor di vita e premonizion di morte.

Ma io non ho sentor di vita o morte…

E d’Aedo la vita è consacrata al nulla…

NULLA…BUIO…SILENZIO.

 

 

Odoro di miseria, profumo di insignificante esistenza.

Aedo drogato delle proprie lacrime,

VITTIMA DI SE STESSO

Come fiume in piena, rigettato nel suo inferno

Di parole dolci e audaci…

PERSE, nel freddo d’un vento come tanti.

 

 

Non ho voce, occhi, mani…cuore:

Se cuor non percepisce calore, allora non esiste.

 

 

Ho Amore eppure non ne sento odore…calore…

Paura del nulla, paura nel cuore…

Vuoto negli occhi…

Piango insignificanti urla di aiuto.

 

 

DIVORO SOLITUDINE,

eppure non ne dovrei percepire l’alone.

 

 

Rispondete…Perché mi sento sola?

RISPONDETE

 

 

Sola…o cieca?

 

 

Vittima del proprio enfatizzato vittimismo,

innamorata dell’Aedo dentro se stessa,

se pur ripugnata da se stessa…

 

 

CHI SONO?

 

 Non importa,

  

D’Aedo non esiste storia,

se non l’aura leggera

delle favole che racconta…

 

 

Ma a voi tutti, aedi silenziosi,

come a me stessa, giuro

e solennemente prometto

che verrà anche il tempo dell’AEDO.

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martedì, 04 ottobre 2005

Il tempio dell'Aedo

 

Addentrati o pellegrina stanca

sul sentiero della foresta insana...

Scoprirai il tempio delle streghe

sotto le prime luci dell'alba.

 

Addentrati lì ove il tempio ti apre le porte.

Delle streghe lì v'è memoria

di antiche, dolci note.

Ricordi d'amore...

odore di morte.

Scoprirai l'Aedo che suona la lira del tempo,

cercando la melodia d'un Amore perfetto.

 

E di streghe l'ombra opaca, danza leggiadra

nelle fiaccole accese...

D'Aedo la vita sommessa

padrona d'altare diviene, e pur serva,

mesta e sottomessa.

Null'altra storia se non quelle delle figlie del Sabba.

Sua storia mai fu narrata...

Poichè d'Aedo non esiste nome, storia...

MEMORIA.

 

Ma tempio di streghe in suo tributo accorre...

il tempio dell'Aedo riposa,

lì ove la tempesta tuona.

 

Aedo

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