Tutto quello che ho sempre voluto… “attenzione”, attenzione alle mie parole! Passo inosservata nella massa….odio essere al centro eppure lo anelo. Com’è possibile?
Non conto nulla, non vengo mai interpellata, la mia opinione vale meno di zero. E quando, semplicemente mi distacco e vado per la mia strada, sperando che qualcuno mi veda e mi segua…resto sola!
Ma non importa, sola lo sono sempre stata e sempre e comunque lo sarò. Odio la solitudine eppure me ne ubriaco. Adoro l’amore e il calore eppure L’Amore lo respingo e il calore non lo ottengo. Come sono così dannatamente contraddittoria! Ho sempre cercato di avvicinarmi ai cuori e agli animi, di farli miei, di ottenere da loro il caldo brivido d’una carezza leggera, e d’un tenero e sincero sorriso…. Ma non ho mai davvero sentito qualcuno VICINO.
E questo tempio, il sapere che questo tempio, nascosto nella foresta più cupa e nera dei miei pensieri, è mio…mio e mio soltanto mi riporta un po’ di luce sommessa. Sono a casa qui.
La mia tunica nera d’aedo dannato e lontano, avvinghia, protegge e nasconde il corpo muliebre come il cuore di strega e l’anima folle.
“Avete mai visto un pesco brillare? Un pesco in fiore brillare nel sole d’un mattino come tanti!”
Chiamatemi folle
Ho paura di tutto e fingo coraggio; Ho paura del buio e cammino di notte nel bosco più scuro. Vi siete mai sentiti così? Così impotenti verso voi stessi…Dannatamente passivi verso la vita, così schifosamente vuoti… Così ingenui e piccoli, così lascivi e cattivi.
Così, come una massa informe di neve lasciata al sole. Mi rimpicciolisco sempre di più e l’acqua che sputo è rosso scuro, quasi nero…sangue!
Vi siete mai sentiti così? Come persi in una grotta fredda… avete mai avuto paura del buio e del silenzio, tanto da cercare una voce nel nulla e ombre nel niente?
Dietro quella grotta, oltre le montagne, nel pieno della tempesta, nel cuore della foresta, riposa un tempio piccolissimo di marmo niveo, freddo e liscio…ai margini bracieri di fiamme blue…
ENTRATE
Mi vedete? Sono proprio lì in ginocchio davanti all’altare della “decima musa”…Nascosta dentro la mia tunica corvina dal cappuccio grande. Prego….prego la musa per voi, se vi siete sentiti così, anche solo per un istante…entrate ed ora…sentitevi a casa!
Io continuerò a pregare per voi, sperando che siate in grado di lasciare qui, tra queste colonne bianche e argentee il vostro dolore; di lasciarlo sotto l’altare; di lasciarlo a me, così che io possa farne, un giorno una bella storia, una favola da raccontare.
E non abbiate paura del buio di questo posto e del silenzio di questo antro, riposatevi e sfogatevi… Questo è il vostro tempio, questo è il vostro altare…e questo Aedo è vostro servo, angeli addolorati, addormentati sotto i rami piangenti sei salici più dolci e teneramente verdi.
E insieme, forse, questo tempio non sarà più tanto freddo e così buio, vuoto e silenzioso.
Tutto ciò che voglio è solo riuscire a farvi capire quanto tutti noi ci assomigliamo in realtà…quanto tutti abbiamo temuto le ombre, anche solo per un istante e quanto questo ci accomuni tutti, quanto ci renda alleati…forti della nostra debolezza vicina.
Miei angeli addormentati sotto i salici
-Aedo-